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Aerotermo ad acqua Reventon serie HC per riscaldamento di capannoni industriali

Come riscaldare un capannone: quanti kW servono e quanto costa

Écrit par : Sandra Gaspar

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Temps de lecture 8 min

Un capannone di 1.000 m² alto 8 metri con isolamento discreto richiede circa 293 kW di potenza termica, che salgono a 381 kW applicando il fattore di stratificazione previsto dalla norma. Con quattro aerotermi ad acqua HC50-3S da 49,8 kW ciascuno si copre un quarto del fabbisogno. Distributore ufficiale dal 2007.

Il calcolo di prima approssimazione

La formula usata in fase di preventivo lega tre grandezze: Q = V × ΔT × K. Il volume in metri cubi, la differenza tra temperatura interna di progetto ed esterna, e un coefficiente di dispersione dell'involucro.

Il coefficiente K vale da 0,6 a 0,9 per un capannone ben isolato, da 1,0 a 1,9 per uno con isolamento discreto, da 2,0 a 2,9 per uno poco isolato e arriva a 4,0 per una struttura non coibentata. Il risultato esce in kcal/h e si converte in kW dividendo per 860,61.

La tabella seguente applica il metodo con temperatura interna 16 °C ed esterna −5 °C, quindi ΔT di 21 gradi.

Superficie Altezza Volume Ben isolato
K 0,8
Isolamento discreto
K 1,5
Poco isolato
K 2,5
1.000 m² 6 m 6.000 m³ 117 kW 220 kW 366 kW
8 m 8.000 m³ 156 kW 293 kW 488 kW
10 m 10.000 m³ 195 kW 366 kW 610 kW
2.000 m² 6 m 12.000 m³ 234 kW 439 kW 732 kW
8 m 16.000 m³ 312 kW 586 kW 976 kW
10 m 20.000 m³ 390 kW 732 kW 1.220 kW
5.000 m² 6 m 30.000 m³ 586 kW 1.098 kW 1.830 kW
8 m 40.000 m³ 781 kW 1.464 kW 2.440 kW
10 m 50.000 m³ 976 kW 1.830 kW 3.050 kW

Sono valori di prima approssimazione, non un calcolo di progetto. Il dimensionamento esecutivo segue la UNI EN 12831 e va firmato da un termotecnico, anche perché la norma è pensata per locali fino a 5 metri di altezza e rimanda alla propria appendice per gli ambienti più alti.

Il fattore che quasi nessun preventivo applica

La tabella sopra ignora un elemento che in un capannone pesa moltissimo: l'aria calda sale, e la potenza installata deve compensare quella che si accumula sotto la copertura.

La UNI EN 12831 quantifica questa penalizzazione con un fattore correttivo di altezza che dipende dal sistema di emissione. Per un pavimento radiante il fattore è 1,00, quindi nessuna penalizzazione. Per un soffitto radiante a bassa temperatura è 1,15. Per la convezione forzata con flusso incrociato dal basso, che è la configurazione tipica degli aerotermi, il fattore è 1,30 tra 5 e 10 metri di altezza e sale a 1,60 tra 10 e 15 metri.

Tradotto: quel capannone da 1.000 m² alto 8 metri con 293 kW teorici ne richiede 381 una volta applicato il fattore. Alto 10 metri, i 366 kW teorici diventano 586. La stratificazione può aggiungere dal 15 al 60 per cento alla potenza da installare, secondo sistema e altezza.

È il numero che separa un preventivo serio da uno fatto a occhio, e nella documentazione commerciale italiana non compare quasi mai.

Quanto stratifica davvero un capannone

Sul gradiente termico verticale circolano numeri poco affidabili. Le misure sul campo pubblicate su riviste scientifiche danno un quadro più sobrio.

Ahmed, Sistonen e Simson hanno misurato in inverno due edifici industriali reali alti circa 10 metri, uno riscaldato ad aria e uno con radiante, trovando in entrambi un gradiente di circa 0,2 K per metro (Building Simulation, 2018). Karpuk e colleghi hanno rilevato tra 0,6 e 0,7 K per metro in un capannone tecnologico a Wrocław, ma su campagna primaverile ed estiva (E3S Web of Conferences, 2017). Porras-Amores ha misurato tra 0,3 e 0,7 °C per metro nei mesi caldi su magazzini alti da 4 a 10 metri (Energies, 2014).

Il risultato più utile del lavoro del 2018 non è il numero in sé. Gli autori rilevano che per il riscaldamento ad aria il gradiente reale è inferiore di un fattore cinque rispetto ai valori da manuale. Chi dimensiona partendo dalla letteratura tecnica tradizionale sta lavorando su una stratificazione che nella realtà misurata non si verifica.

Una precisazione metodologica che vale in cantiere: il profilo non è lineare. Saïd ha misurato in due hangar da 48.000 m³ un gradiente ripido nei primi 3 metri dal pavimento e molto più dolce sopra (Energy and Buildings, 1997). Un singolo valore in °C per metro sottostima quello che succede nella zona dove stanno le persone.

Aerotermi ad acqua: la gamma a catalogo

L'aerotermo ad acqua si collega a un circuito già esistente, tipicamente alimentato da caldaia o pompa di calore, e trasferisce il calore all'aria con una batteria alettata e un ventilatore. Non produce calore, lo distribuisce.

I valori di potenza qui sotto sono riferiti al regime dichiarato dal costruttore: acqua 90/70 °C con aria in ingresso a 0 °C, alla velocità massima di ventola. A regimi più bassi la resa scende, ed è la ragione per cui due aerotermi con la stessa etichetta commerciale possono comportarsi in modo diverso su un impianto a 70/50.

Modello Potenza 90/70, aria 0 °C Portata aria Gittata Ranghi Prezzo
HC15-3S 17,2 kW 1.500 m³/h 10 m 2 €359,91
HC20-3S 21,4 kW 3.200 m³/h 19 m 1 €376,99
HC30-3S 26,4 kW 3.100 m³/h 18 m 1 €413,59
HC35-3S 30,3 kW 2.700 m³/h 15 m 2 €474,59
HC45-3S 42,0 kW 2.500 m³/h 14 m 2 €511,19
HC50-3S 49,8 kW 5.000 m³/h 24 m 2 €560,00
HC70-3S 60,6 kW 3.400 m³/h 18 m 3 €633,20
HC80-3S 69,2 kW 4.200 m³/h 21 m 3 €657,60

Tutti i modelli hanno attacchi da 3/4", alimentazione 230 V monofase, motore ad induzione a tre velocità e grado di protezione IP54. La temperatura massima del fluido è 120 °C, la pressione massima 1,6 MPa.

La gittata è il parametro che decide il numero di unità, non la potenza. Un HC50-3S da 49,8 kW arriva a 24 metri, un HC45-3S da 42,0 kW si ferma a 14. Su un capannone lungo, due macchine più potenti mal posizionate lasciano zone fredde che quattro macchine più piccole coprirebbero. La gamma completa è nella collezione riscaldamento industriale.

Destratificatori: si dimensionano sull'altezza, non sui metri quadri

Il destratificatore è un ventilatore assiale installato in quota che spinge verso il basso l'aria calda accumulata sotto la copertura. Non produce calore e non lo sposta da un locale all'altro: rimescola.

Il criterio di scelta è la portata verticale dell'aria in metri, cioè fino a che altezza la macchina riesce a spingere il flusso. Non la superficie in metri quadri, che il costruttore non dichiara per nessun modello.

Modello Portata aria Prezzo
TORNADO XS1 2.200 m³/h €242,01
TORNADO XS2 3.600 m³/h €280,01
TORNADO XS3 4.800 m³/h €344,02
TORNADO XS4 6.400 m³/h €459,01
TORNADO XS5 7.600 m³/h €575,00
TORNADO XS6 9.700 m³/h €690,00

Due avvertenze prima di ordinare. Il modello XS4 non è compatibile con i regolatori di velocità della serie HC né con il regolatore a tiristori TRO, quindi va abbinato a una regolazione diversa. E non tutti i capannoni alti stratificano: uno studio condotto su un centro di distribuzione con sensori tra 2,1 e 9,8 metri ha rilevato differenze massime medie di appena 0,2-0,5 °C (Polander e altri, Purdue IHPBC, 2018). Prima di comprare, misurare.

Quanto costa produrre un kWh termico

La scelta della fonte pesa più della macchina. I prezzi seguenti sono quelli rilevati nell'estate 2026 e vanno riverificati al momento del preventivo.

Fonte Prezzo Rendimento ipotizzato Costo per kWh termico
Gas metano €0,60661/Smc 0,92 €0,069
Pompa di calore €0,2625/kWh COP 3,0 €0,088
Gasolio €1,7702/litro 0,90 €0,197
Resistenza elettrica €0,2625/kWh 1,00 €0,263

Il prezzo del metano è quello ARERA di riferimento per la tutela della vulnerabilità, il gasolio da riscaldamento è la rilevazione MASE di luglio 2026 pari a 1.770,20 euro per mille litri, l'energia elettrica è il prezzo medio finale dei clienti non domestici indicato nella Relazione Annuale ARERA 2026, pari a 26,25 centesimi al kWh comprensivo di imposte. I poteri calorifici usati sono 9,5 kWh/Smc per il metano e 10 kWh/litro per il gasolio.

Il gasolio costa quasi tre volte il metano a parità di calore prodotto. La pompa di calore resta competitiva finché il COP stagionale tiene, e in un capannone con temperature di mandata basse questo dipende dalla superficie di scambio installata.

La temperatura minima negli ambienti di lavoro

Il D.Lgs. 81/2008, Allegato IV punto 1.9.2.1, stabilisce che la temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi applicati e degli sforzi fisici imposti. Non fissa un valore numerico.

Per la prassi si fa riferimento agli orientamenti degli enti di vigilanza. La Regione Veneto, con delibera 1887 del 1997, considera adeguata una temperatura di almeno 16 °C per attività manuali a basso dispendio energetico. Le indicazioni INAIL collocano il lavoro fisico medio tra 18 e 21 °C e il lavoro d'ufficio tra 21 e 23 °C.

Questo è il motivo per cui la tabella di dimensionamento usa 16 °C come temperatura interna: è il minimo difendibile per un'officina, non il comfort di un ufficio. Alzare l'obiettivo a 18 °C aumenta il ΔT di progetto da 21 a 23 gradi e la potenza necessaria di circa il dieci per cento.

Il consiglio di Sandra Gaspar

Chiedo sempre a che regime lavora l'impianto prima di consigliare un aerotermo. Ho visto capannoni con macchine sovradimensionate sulla carta che non scaldavano, perché la caldaia girava a 70/50 e i kW dichiarati erano riferiti a 90/70. Il numero sull'etichetta senza le sue condizioni non dice niente.

Domande frequenti

Quali sono i sistemi di riscaldamento più efficaci per capannoni industriali?

Dipende dall'altezza e dall'uso. Sotto gli 8 metri con presenza continua di personale gli aerotermi ad acqua abbinati a destratificatori sono la soluzione più diffusa. Sopra i 10 metri, o con portoni che restano aperti, l'irraggiamento limita le perdite perché scalda i corpi e non l'aria.

Come riscaldare un capannone in modo economico?

Il costo di esercizio dipende dalla fonte più che dalla macchina. A prezzi estate 2026 il metano costa circa €0,069 per kWh termico contro €0,197 del gasolio. Prima di sostituire i generatori conviene verificare isolamento della copertura e tenuta dei portoni, dove si perde la quota maggiore.

Quale pompa di calore è adatta per un capannone?

Serve una macchina che regga il carico calcolato con il fattore di stratificazione, non quello teorico. Il vincolo pratico è la temperatura di mandata: gli aerotermi ad acqua della serie HC danno i kW dichiarati a 90/70 °C, mentre una pompa di calore lavora molto più in basso, quindi occorre più superficie di scambio.

Quanto si risparmia con un destratificatore?

Non esiste una percentuale misurata in modo indipendente e verificabile: i numeri che circolano provengono da produttori. Quello che la norma quantifica è l'opposto, cioè quanto costa la stratificazione: dal 15 al 60 per cento di potenza in più secondo sistema e altezza.

Serve una temperatura minima per legge in officina?

Il D.Lgs. 81/2008 impone una temperatura adeguata senza indicare un valore. Gli orientamenti regionali e INAIL collocano il riferimento a 16 °C per attività manuali a basso dispendio e tra 18 e 21 °C per lavoro fisico medio.

Chi ha scritto questo articolo

Sandra Gaspar, fondatrice di Krollit. Distributore ufficiale Reventon dal 2007, oltre 10.000 clienti professionali serviti in Italia e in Europa. Profilo LinkedIn.

Fonti: schede tecniche Reventon serie HC-3S e TORNADO; UNI EN 12831; D.Lgs. 81/2008 Allegato IV; Regione Veneto DGR 1887/1997; ARERA, Relazione Annuale 2026; MASE, rilevazione prezzi carburanti luglio 2026; Ahmed, Sistonen, Simson e altri, Building Simulation 11(2), 2018; Karpuk e altri, E3S Web of Conferences 22, 2017; Porras-Amores, Mazarrón, Cañas, Energies 7(3), 2014; Saïd, Energy and Buildings 26, 1997; Polander, Harder, Junker, Fronk, Purdue IHPBC, 2018.


Sandra Gaspar

Sandra Gaspar

Sandra Gaspar è la fondatrice di Krollit. Con una laurea in Economia Aziendale e oltre 18 anni di esperienza nel settore, dal 2007 aiuta hobbisti, artigiani e industrie a scegliere le migliori macchine per la lavorazione di legno, metallo e lamiera. Grazie a partnership con marchi leader internazionali, ha costruito un network di oltre 10.000 clienti professionisti in tutta Europa.



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